Domande frequenti

11. Non so se il cliente pagherà i miei onorari, sono comunque obbligato ad emettere la parcella?
L’Ordine non si assume alcuna responsabilità per quanto riguarda la veridicità, l’esattezza e l’esaustività dei contenuti di carattere tecnico riferibili ai documenti presenti sul sito. Sono altresì escluse, in capo all’Ordine, le responsabilità che si riferiscono a danni morali o materiali causati dall’utilizzo di informazioni contenute nel sito che risultino eventualmente errate e/o incomplete. Nel caso venissero riscontrati errori o omissioni all’interno del documento pubblicato, l’Ordine si impegna, ove tempestivamente segnalati, a rimetterne il vaglio al professionista, autore del documento pubblicato.Le clausole sopra indicate non sono finalizzate ad escludere in alcun modo gli obblighi di legge e, in conformità con le norme sul diritto d’autore, mirano a garantire l’identificazione dell’autore del documento.

La fattura (o parcella) va emessa solamente al momento del pagamento da parte del cliente e non prima, come a volte viene richiesto.

Per presentare l’importo della prestazione al cliente, senza ancora voler emettere una vera e propria fattura si può redigere l’avviso di parcella. L’avviso di notula o parcella provvisorianon è un documento previsto dalla normativa IVA, anche se spesso utilizzato nella pratica.
L’articolo 6 del DPR 633/1972 dispone infatti che la fattura debba essere obbligatoriamente emessa all’atto del pagamento. Molti professionisti, preoccupandosi di non essere tempestivamente pagati e al fine di non anticipare l’IVA sono soliti far precedere la fattura vera e propria da un avviso di parcella, che è tale e quale alla fattura vera e propria ma tale non è, contenendo, quindi, già tutti gli elementi rilevanti ai fini fiscali. E’ importantissimo specificare nel documento che si tratta di avviso (es. il presente documento non costituisce fattura e non deve essere utilizzato ai fini della liquidazione periodica dell’imposta. La fattura sarà emessa al ricevimento del saldo) altrimenti lo stesso costituirà vera e propria fattura e come tale comporterà obbligo di annotazione nel registro fatture emesse e conseguentemente esigibilità da parte dell’Erario dell’imposta. Altra cosa da non dimenticare è quella di non sottoscrivere il documento per evitare che la firma apposta risulti quale quietanza di pagamento.


 Ultimo aggiornamento Thu 11 Feb 2016 11:26

Attendi!

Per favore attendere... ci vorrà un secondo!