Domande frequenti

02. Uno psicologo può porre in essere con altri professionisti una associazione senza scopo di lucro?
Ultimo aggiornamento 4 anni fa

Le Associazioni no profit perseguono scopi di carattere culturale, assistenziale, filantropico ecc., diretti verso l’esterno o verso i propri associati. L’atto costitutivo e/o statuto possono essere redatti nella forma di atto pubblico o di scrittura privata autenticata e/o registrata. Ma soltanto con un atto pubblico è possibile richiedere il riconoscimento della personalità giuridica. Per perseguire gli scopi istituzionali l’Associazione può svolgere attività commerciali (es. cessioni di beni e prestazioni di servizi resi agli associati verso corrispettivi specifici) strumentali al raggiungimento dei propri scopi. Ma devono essere svolte in via marginale non esclusiva o principale. Per lo svolgimento dovrà richiedere l’attribuzione del numero di Partita Iva e l’iscrizione al REA presso la Camera di Commercio. I requisiti qualificanti come no profit devono essere certificati mediante l’invio telematico all’Agenzia delle Entrate del modello EAS entro 60 giorni dalla data di costituzione.

Dal punto di vista fiscale e contabile, l’attività istituzionale non è imponibile sia ai fini delle imposte dirette che dell’IVA. E’ imponibile solo l’ attività commerciale, che deve essere gestita con contabilità separata rispetto a quella istituzionale. Concorrono alla formazione del reddito i redditi fondiari, di capitale, diversi, di impresa. Gli obblighi contabili sono quelli previsti dal regime contabile ordinario o semplificato. Possono optare per un regime forfetario (D.lgs 460/97) se i ricavi dell’attività commerciale sono inferiori a 309.874,14 euro. In questo caso si pagherà l’IRES sul 25% dei ricavi da prestazione di servizi e sul 15% dei ricavi dalle altre attività. Se i ricavi dall’attività commerciale non sono superiori a E.250.000 possono optare per un regime forfetario (L.398/91) di applicazione dell’IRES e dell’IVA: il reddito è costituito dal 3% dei proventi conseguiti nell’esercizio dell’attività commerciale aggiungendo le plusvalenze patrimoniali; l’IVA sarà pari al 50% dell’imposta relativa alle operazioni imponibili.

Le associazioni sono tenute al versamento dell’IRAP anche se svolgono solo attività istituzionale.
Come adempimenti devono redigere ed approvare ogni anno un rendiconto economico-finanziario, presentare la dichiarazione dei redditi (almeno che non abbiano solo attività istituzionale), la dichiarazione IRAP. Ai fini IVA devono, per le operazioni commerciali, rispettare gli adempimenti previsti per gli enti commerciali (fatturazione, liquidazione, obblighi dichiarativi).

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