Domande frequenti

01. Sono psicoterapeuta libera professionista e desidero avere informazioni sull'attività di controllo e di verifica effettuata dagli uffici finanziari.
Ultimo aggiornamento 4 anni fa

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Le attività di accertamento relative a verifiche e controlli ed ispezioni effettuate dagli uffici finanziari e dalla Guardia di Finanza, sono dettagliatamente disciplinati dalla normativa IVA (art.52 e seguenti del DPR n.633 del 1972) richiamata dal Decreto del Presidente della Repubblica n. 600 del 1973, agli articoli 31 e seguenti anche ai fini delle imposte dirette. Ancorché la materia sia complessa e di diversificata interpretazione nelle varie casistiche previste, di seguito le riportiamo sinteticamente le linee generalmente applicabili nella speranza che le possano essere di aiuto. Nel citato D.P.R. n.600 del 1973 si evincono infatti le attività che possono essere svolte dagli uffici preposti al controllo fiscale dei contribuenti e le diverse modalità operative connesse.
Le attribuzioni degli uffici sono:
1. controllare le dichiarazioni dei redditi e dei sostituti di imposta;
2. vigilare sull’osservanza degli obblighi previsti dalle norme sulle imposte sui redditi e di quelli relativi alla tenuta delle scritture contabili;
3. irrogare le sanzioni connesse alla violazione delle norme tributarie applicabili.
Ufficio competente:
è quello nella cui circoscrizione si trova il domicilio fiscale del soggetto obbligato alla dichiarazione dei redditi.
Poteri degli Uffici sono:
1. procedere ad accessi, ispezioni e verifiche; procedere ad accessi significa poter entrare in un luogo e soffermarvisi anche senza il consenso di chi ne ha la disponibilità. Le ispezioni sono un controllo diretto della contabilità, mentre le verifiche sono un riscontro della gestione ispezionata. Per l’accesso in azienda è necessaria l’autorizzazione dell’organo amministrativo sovra ordinato a quello che svolge l’accesso. Per i locali adibiti anche ad abitazione è necessaria l’autorizzazione del procuratore della Repubblica competente.
Si rileva che sia per l’accesso a locali diversi dai precedenti (per esempio l’abitazione esclusiva del contribuente) sia per perquisizioni volte all’acquisizione di documenti extra-contabili o documenti per i quali è eccepito il segreto professionale è ugualmente richiesta l’autorizzazione della Procura che può essere concessa solo se sussistono gravi indizi di violazione delle norme tributarie.
2. invitare i contribuenti a comparire di persona o tramite rappresentante per fornire dati, informazioni rilevanti ai fini dell’accertamento nei loro confronti;
3. inviare ai contribuenti questionari relativi a dati e notizie di carattere specifico invitandoli e restituirli compilati e firmati;
4. invitare i contribuenti ad esibire o trasmettere atti e documenti rilevanti ai fini dell’accertamento. Può essere richiesta anche l’esibizione di bilanci, libri etc. L’ufficio può trattenere tali documenti al massimo per 60 giorni;
5. richiedere notizie a pubbliche amministrazioni, enti pubblici, anche in deroga a disposizioni legislative, statuti e regolamenti;
6. richiedere copie od estratti di atti e documenti depositati presso pubblici ufficiali (notai ad esempio).
7. richiedere situazioni alle banche o poste italiane.
Le notizie e gli atti non addotti, i libri e i registri non esibiti o non trasmessi in risposta agli inviti dell’ufficio non possono essere presi in considerazione a favore del contribuente né in sede di accertamento, né in sede di contenzioso. Inoltre in caso di mancata risposta alle richieste di documenti, dati e notizie si rendono applicabili al reddito complessivo e al reddito di impresa, rispettivamente, l’accertamento sintetico e l’accertamento induttivo.
A fronte di tali poteri degli uffici preposti ai controlli esistono tuttavia, a tutela del contribuente, una serie di norme enucleate nella Legge 212/2000, il cd “statuto del contribuente”.
Nella fattispecie è previsto: (Diritti e garanzie del contribuente sottoposto a verifiche fiscali)
1. Tutti gli accessi, ispezioni e verifiche fiscali nei locali destinati all'esercizio di attività commerciali, industriali, agricole, artistiche o professionali sono effettuati sulla base di esigenze effettive di indagine e controllo sul luogo. Essi si svolgono, salvo casi eccezionali e urgenti adeguatamente documentati, durante l'orario ordinario di esercizio delle attività e con modalità tali da arrecare la minore turbativa possibile allo svolgimento delle attività stesse nonché alle relazioni commerciali o professionali del contribuente.
2. Quando viene iniziata la verifica, il contribuente ha diritto di essere informato delle ragioni che l'abbiano giustificata e dell'oggetto che la riguarda, della facoltà di farsi assistere da un professionista abilitato alla difesa dinanzi agli organi di giustizia tributaria, nonché dei diritti e degli obblighi che vanno riconosciuti al contribuente in occasione delle verifiche.
3. Su richiesta del contribuente, l'esame dei documenti amministrativi e contabili può essere effettuato nell'ufficio dei verificatori o presso il professionista che lo assiste o rappresenta.
4. Delle osservazioni e dei rilievi del contribuente e del professionista, che eventualmente lo assista, deve darsi atto nel processo verbale delle operazioni di verifica.
5. La permanenza degli operatori civili o militari dell'amministrazione finanziaria, dovuta a verifiche presso la sede del contribuente, non può superare i trenta giorni lavorativi, prorogabili per ulteriori trenta giorni nei casi di particolare complessità dell'indagine individuati e motivati dal dirigente dell'ufficio. Gli operatori possono ritornare nella sede del contribuente, decorso tale periodo, per esaminare le osservazioni e le richieste eventualmente presentate dal contribuente dopo la conclusione delle operazioni di verifica ovvero, previo assenso motivato del dirigente dell'ufficio, per specifiche ragioni.
6. Il contribuente, nel caso ritenga che i verificatori procedano con modalità non conformi alla legge, può rivolgersi anche al Garante del contribuente, secondo quanto previsto dall'articolo 13.
7. Nel rispetto del principio di cooperazione tra amministrazione e contribuente, dopo il rilascio della copia del processo verbale di chiusura delle operazioni da parte degli organi di controllo, il contribuente può comunicare entro sessanta giorni osservazioni e richieste che sono valutate dagli uffici impositori. L'avviso di accertamento non può essere emanato prima della scadenza del predetto termine, salvo casi di particolare e motivata urgenza.
Per quanto detto è consigliabile verificare la corretta legittimazione a procedere dei verificatori alla quale è connessa l’estensione dei poteri di verifica ed in particolare rilevando che l’assenza o l’irregolarità dell’autorizzazione comporta l’illegittimità dell’accesso e la nullità di tutti gli atti amministrativi conseguenti. In tal senso si rileva che è stata ritenuta illegittima l’autorizzazione della Procura della Repubblica basata solo su segnalazioni anonime di frodi fiscali, successivamente confermate dalla verifica medesima (cfr. Cass. S.U. 21 novembre 2002 n.16424).

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