Domande frequenti

13. Pratiche necessarie per la cessazione delle attività e lo scioglimento delle associazioni di promozione sociale
Ultimo aggiornamento 5 anni fa

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Lo scioglimento di una associazione è di norma disciplinato dal suo statuto. Infatti, il testo statutario dovrebbe contenere alcune clausole proprio in merito allo scioglimento dell'ente, quali ad esempio l’indicazione dell’organo al quale è demandata questa decisione (di norma l'assemblea straordinaria dei soci), oltre ai quorum costitutivi e deliberativi previsti per assumere validamente questa decisione, le decisioni da assumere in merito alla nomina di eventuali liquidatori incaricati a gestire tutte le pratiche necessarie per la cessazione dell'ente e soprattutto l'indicazione in merito alla devoluzione dell'eventuale patrimonio residuo (destinazione del patrimonio residuo che per le associazioni che hanno beneficiato di agevolazioni fiscali previste per le associazioni di cui al DLgs 460/97 è vincolata al parere della Agenzia delle Onlus, authority del terzo settore). Qualora il testo statutario non fosse esaustivo, si dovrà far riferimento alle norme del codice civile. Per quanto attiene poi l'aspetto tributario, si dovrà comunicare la cessazione dell’attività all'Agenzia delle Entrate agli effetti sia del codice fiscale che di un eventuale partita IVA; ovviamente si dovranno comunque assolvere, fino ad esaurimento, tutti gli eventuali adempimenti tributari legati al periodo d’imposta fino alla sua cessazione.

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