Domande frequenti

02. E' necessario pagare la tassa rifiuti e utenze in caso di abitazione/studio?
Ultimo aggiornamento 4 anni fa

L’Ordine non si assume alcuna responsabilità per quanto riguarda la veridicità, l’esattezza e l’esaustività dei contenuti di carattere tecnico riferibili ai documenti presenti sul sito. Sono altresì escluse, in capo all’Ordine, le responsabilità che si riferiscono a danni morali o materiali causati dall’utilizzo di informazioni contenute nel sito che risultino eventualmente errate e/o incomplete. Nel caso venissero riscontrati errori o omissioni all’interno del documento pubblicato, l’Ordine si impegna, ove tempestivamente segnalati, a rimetterne il vaglio al professionista, autore del documento pubblicato.Le clausole sopra indicate non sono finalizzate ad escludere in alcun modo gli obblighi di legge e, in conformità con le norme sul diritto d’autore, mirano a garantire l’identificazione dell’autore del documento.

Le utenze domestiche e non domestiche differiscono nei coefficienti applicati e nei metodi di determinazione della tariffa dovuta. Per le utenze quali energia elettrica, gas, le tariffe variano a seconda del gestore prescelto, ma si può avere una informazione comparativa sul sito dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas,www.autorita.energia.it.

L’attuale tariffa comunale sui rifiuti sarà sostituita dalla TARES, a partire da luglio 2013. La nuova tariffa viene determinata su base annua a seconda della quantità e qualità di rifiuti prodotti per ogni singola unità di superficie, in relazione agli usi e alla tipologia di attività svolte, in base ai criteri stabiliti con il regolamento di cui al D.P.R. 27.04.1999 n.158. Il tributo andrà a coprire in parte i costi sostenuti dai Comuni per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti e in parte per quei servizi indivisibili, come manutenzione stradale, illuminazione ecc. Il presupposto di applicazione della Tares è il possesso, l’occupazione o la detenzione a qualsiasi titolo di locali o di aree scoperte (come le tettoie, i balconi, le terrazze, parcheggi, adibiti a qualunque utilizzo e in grado di produrre rifiuti urbani e assimilati). Per le utenze domestiche viene determinata sulla base di una quota fissa costituita dalla superficie calpestabile, di una quota variabile in relazione al numero dei componenti del nucleo familiare e coefficienti fissati nella delibera tariffaria comunale. Per le utenze non domestiche sarà determinata sulla base della superficie calpestabile (quota fissa) a copertura dei costi fissi del servizio e di una quota variabile definita dalla tipologia di attività. Alla tariffa di cui sopra si applica una maggiorazione pari a 0,30 euro a metro quadrato, a copertura dei costi relativi ai servizi indivisibili dei comuni (i comuni possono aumentare l’importo fino a 0,40 euro a metro quadrato). Ciascun professionista che detiene un immobile per svolgimento dell’attività è tenuto a comunicare al Comune l’inizio attività e a pagare l’imposta. Nel caso in cui nell’immobile adibito a civile abitazione (utenza domestica) sia svolta anche un’attività economica o professionale, chi occupa il locale dovrà indicare sia la superficie destinata all’utenza abitativa che quella utilizzata per l’attività che costituirà un’autonoma utenza non domestica.

Per l’utenza non domestica saranno applicati dei coefficienti che per la parte fissa variano da un minimo di 1,00 a un max 1,17, per la parte variabile variano da un minimo di 8,21 a un max 10,30. I Comuni deliberano i suddetti coefficienti ed eventuali agevolazioni.

Attendi!

Per favore attendere... ci vorrà un secondo!