Domande frequenti

08. Come si definisce un “centro” polispecialistico ?
Ultimo aggiornamento 5 anni fa

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Un centro polispecialistico può essere definito come uno studio in cui vengono erogate prestazioni da professionisti specializzati in diversi ambiti. Giuridicamente può assumere la forma di un’associazione tra professionisti o di una società, costituita secondo i modelli societari regolati dai titoli V e VI del libro V del codice civile, o di una società tra professionisti (STP) ai sensi dell’art.10 legge 183/2011 e dell’art 9bis D.L.1/2012.

Pertanto il centro polispecialistico ha una denominazione, una sede legale ed opera mediante una propria partita iva.

L’attività è soggetta ad autorizzazione a seconda del tipo di prestazioni erogate e della forma organizzativa assunta. Se le prestazioni erogate non determinano procedure diagnostico terapeutiche di particolare complessità o non comportano un rischio per la sicurezza del paziente, non è necessario richiedere l’autorizzazione all’esercizio dell’attività. Viceversa, se la struttura è riconducibile alla categoria di “ambulatorio”, l’attività è soggetta all’autorizzazione all’esercizio e alla realizzazione, da richiedere all’autorità amministrativa competente che oggi è la Regione.

Si specifica che per ambulatorio si intende la struttura aperta al pubblico con vincoli di giorni ed orari di apertura, avente individualità autonoma rispetto a quella dei professionisti, in esso si determina un regime di impresa e una specifica separazione tra attività professionale espletata e gestione amministrativa; può avvalersi esclusivamente di professionisti sanitari regolarmente abilitati o iscritti agli ordini o albi professionali di competenza.

La materia è di competenza delle Regioni, pertanto,ai fini dell’autorizzazione è necessario rispettare i requisiti strutturali, organizzativi e tecnologici prescritti dalle leggi regionali.

Non è possibile definire come “centro”, sia monospecialistico (es. centro di psicologia) che polispecialistico, uno studio professionale in cui operano più professionisti che esercitano la propria attività in piena autonomia e che condividono la struttura al solo fine di ripartire le spese comuni.

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