Domande frequenti

10. Quali sono gli adempimenti per costituire uno studio professionale associato polispecialistico?
Ultimo aggiornamento 5 anni fa

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Con la legge 248/2006 è stato abrogato il divieto di fornire all'utenza servizi professionali di tipo interdisciplinare da parte di società di persone o associazioni tra professionisti, fermo restando che l'oggetto sociale relativo all'attività libero-professionale deve essere esclusivo, che il medesimo professionista non può partecipare a più di una società e che la specifica prestazione deve essere resa da uno o più soci professionisti previamente indicati, sotto la propria personale responsabilità. I professionisti di diversa specializzazione che intendono collaborare possono formare uno studio professionale associato polispecialistico oppure in alternativa una Società tra Professionisti (Stp).

Studio professionale associato polispecialistico: la normativa ammette l’associazione tra professionisti a diversa specializzazione, purchè operanti nello stesso settore (giuridico, sanitario, finanziario). Ad esempio sarebbe possibile costituire un’associazione tra psicologi e psichiatri, al contrario non sarebbe ammissibile un’associazione tra psicologi ed avvocati. Pertanto un centro di ascolto formato da psicologi e avvocati che offre consulenza in ambito di mobbing, famiglie in difficoltà, potrebbe assumere la forma giuridica di una Società tra Professionisti (Stp), di cui si tratterà in seguito.

Per poter costituire uno studio professionale associato polispecialistico occorre seguire alcuni adempimenti fiscali ed amministrativi.

Gli adempimenti sono identici a quelli previsti per la costituzione di uno studio associato monodisciplinare, già descritto al quesito B del presente documento, con delle differenze a seconda delle professionalità coinvolte. Si descrivono schematicamente gli adempimenti aggiuntivi previsti.

Comunicazione al Comune per TARES: ai fini della determinazione del tributo occorre comunicare la tipologia di attività prevalente effettivamente svolta nell’immobile e la superficie calpestabile. Per le modalità occorre fare riferimento ai regolamenti comunali (vd A.3).

Autorizzazioni sanitarie: l’attività dello studio associato è soggetta a specifiche autorizzazioni a seconda delle figure professionali coinvolte e dalla tipologia di prestazioni erogate. In generale la normativa prevede che non sia necessaria alcuna autorizzazione sanitaria, anche dall’Asl, se nello studio professionale le prestazioni erogate non determinano procedure diagnostico terapeutiche di particolare complessità o che comportano un rischio per la sicurezza del paziente. Se lo studio associato è costituito con un medico che eroga prestazioni “a minore invasività”, cioè che hanno un tasso di rischio per il paziente statisticamente trascurabile, non è necessaria alcuna autorizzazione preventiva, ma il medico è tenuto a presentare al Comune di competenza la Segnalazione Certificata di Inizio di Attività (SCIA). In merito a questo ultimo adempimento, occorre specificare che è disciplinato a livello regionale e attualmente molti regolamenti regionali hanno abrogato tale obbligo per gli studi professionali medici. Inoltre, data la presenza di un medico, lo studio è tenuto a comunicare alla A.S.L competente per territorio l’inizio dell’attività, autocertificando il rispetto dei disposti del Regolamento Edilizio comunale e dei requisiti minimi strutturali e tecnologici generali relativamente alla sicurezza (protezione antincendio, sicurezza elettrica, sicurezza antinfortunistica, smaltimento dei rifiuti, impianti a gas). Nel caso in cui venissero erogate prestazioni a maggiore invasività, ad esempio di chirurgia ambulatoriale, lo studio associato sarà tenuto a richiedere l’autorizzazione all’esercizio di attività sanitarie e socio-sanitarie alla Regione. Ai fini dell’autorizzazione è necessario rispettare i requisiti strutturali, organizzativi e tecnologici previsti dalla normativa. La materia è disciplinata a livello regionale. Per la regione Lazio si rimanda alla Legge regionale n°4 del 03 marzo 2003 e al Regolamento regionale n°2 del 26/01/2007.

Società tra Professionisti: è stata introdotta nel nostro ordinamento dall’art.10 legge 183/2011 e dall’art 9bis D.L.1/2012. Può essere costituita secondo i modelli societari regolati dai titoli V e VI del libro V del codice civile. La Stp deve avere come oggetto sociale l’esercizio di attività professionali regolamentate nel sistema degli ordini. I soci professionisti devono essere iscritti ad Ordini o Albi, ciascuno di loro potrà partecipare soltanto ad una società tra professionisti, tale limitazione varrà per tutto il periodo in cui la società resta iscritta all’ordine di appartenenza. Sono ammesse anche società multidisciplinari per l’esercizio di diverse attività professionali, con la conseguenza per cui la società avrà per oggetto tante attività quante sono le professioni esercitate dai suoi soci. La novità più importante, introdotta dalla normativa è la partecipazione di imprenditori in qualità di soci di capitali. I soci finanziatori possono detenere al massimo un terzo del capitale sociale e devono possedere specifici requisiti di onorabilità previsti per l’iscrizione all’albo nel quale è iscritta la Stp, non devono avere subìto misure di prevenzione reali o personali, né aver riportato condanne definitive alla reclusione per due anni o più per reati non colposi in assenza di riabilitazione, né devono essere stati cancellati da un albo per motivi disciplinari. I soci devono rispettare le norme deontologiche dell'Ordine di appartenenza, mentre la società deve rispettare il codice deontologico relativo all'albo a cui risulta iscritta. Pertanto la società è soggetta al regime disciplinare dell’ordine al quale risulta iscritta.

Gli adempimenti fiscali ed amministrativi sono simili a quelli descritti al punto B per lo studio associato monodisciplinare e al punto C per lo studio associato polispecialistico, con delle differenze come indicate di seguito.

Costituzione: l’atto costitutivo e lo statuto sono redatti secondo le modalità prescritte dal codice civile per il modello societario prescelto, di norma sono stipulati per atto pubblico. Inoltre ai sensi dell’art.10 legge 183/201 l’atto costitutivo deve prevedere:
a) l'esercizio in via esclusiva dell'attivita' professionale da parte dei soci;
b) l'ammissione in qualita' di soci dei soli professionisti iscritti ad ordini, albi e collegi, anche in differenti sezioni, nonche' dei cittadini degli Stati membri dell'Unione europea, purché in possesso del titolo di studio abilitante, ovvero soggetti non professionisti soltanto per prestazioni tecniche, o per finalita' di investimento;
c) criteri e modalita' affinche' l'esecuzione dell'incarico professionale conferito alla societa' sia eseguito solo dai soci in possesso dei requisiti per l'esercizio della prestazione professionale richiesta; la designazione del socio professionista sia compiuta dall'utente e, in mancanza di tale designazione, il nominativo debba essere previamente comunicato per iscritto all'utente;
d) le modalita' di esclusione dalla societa' del socio che sia stato cancellato dal rispettivo albo con provvedimento definitivo.

La denominazione sociale, in qualunque modo formata, deve contenere l'indicazione di societa' tra professionisti.

Ai fini della costituzione occorrerà rispettare anche i vincoli di capitale minimo previsto dal codice civile per la forma societaria prescelta.

Iscrizione all’Ordine professionale: la Stp ha l’obbligo di iscrizione presso l’Ordine di appartenenza dei soci o, in caso di società multidisciplinare, presso l’Albo o Ordine espressamente individuato dai soci come principale nello statuto o nell’atto costitutivo. L'albo territoriale a cui iscriversi è quello della provincia in si trova la sede legale della STP. Alla domanda di iscrizione andranno allegati l’atto costitutivo e lo statuto della Stp in copia autenticata, certificato di iscrizione nel Registro delle Imprese, certificato di iscrizione all’Ordine dei soci professionisti non iscritti all’Ordine al quale si richiede l’iscrizione della Stp. L’Ordine degli Psicologi del Lazio sta attivando le procedure per il recepimento della nuova normativa.

Iscrizione al Registro delle imprese: è obbligatoria l’iscrizione al Registro delle imprese nella sezione speciale riservata alle STP, istituita ai sensi dell'articolo 16, comma 2, secondo periodo, del decreto legislativo 2 febbraio 2001, n. 96.

Obblighi di informazione al cliente: il cliente ha la facoltà di scegliere uno o più professionisti a cui affidare l’incarico, comunicando la preferenza per iscritto. A tale fine la società deve fornire al cliente l'elenco dei soci professionisti, indicando i loro titoli e qualifiche professionali, e quello dei soci finanziatori. In mancanza di una scelta, la società potrà affidare l'incarico ad uno qualsiasi dei soci in possesso dei necessari requisiti per l'esercizio dell'attività professionale. Inoltre, sarà obbligo di ogni Stp informare per iscritto il cliente sull’esistenza di situazioni di potenziale conflitto d’interesse con la società, determinate anche dalla presenza di soci di capitale.

Stipula di una polizza assicurativa professionale: la società è responsabile nei confronti dei clienti per le obbligazioni assunte. Pertanto ha l’obbligo di munirsi di polizza assicurativa per eventuali danni causati dai singoli soci professionisti ai clienti.

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