Domande frequenti

02. E' possibile in qualità di psicologo svolgere lavoro autonomo occasionale?
Ultimo aggiornamento 4 anni fa

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Il lavoro libero professionale, essendo definito dalla legge come "lavoro autonomo", è individuato da tre caratteristiche:
1. autonomia;
2. natura non imprenditoriale;
3. abitualità e professionalità;
Dall'analisi di queste tre caratteristiche lo Stato presume che il libero professionista iscritto ad un albo professionale che esercita la professione, l'eserciti in maniera abituale, cioè non in modo occasionale, e quindi sia soggetto all'apertura della partita I.V.A. Si può ricordare che l'attività è svolta in maniera occasionale vale a dire saltuariamente, se non rientra nell'esercizio della professione. Considerando quanto esposto sul concetto di lavoro libero professionale, si deve dedurre che l'attività dello psicologo (soprattutto quella svolta in ambito clinico e in psicoterapia) non può essere di natura occasionale.
Le fonti normative da cui si desume l'obbligo di apertura di partita I.V.A sono le seguenti: art. 2229 c.c. (professioni svolte dagli iscritti in albi professionali), art. 5 d.p.r. 633/72 (esercizio di arti e professioni in merito all'I.V.A.), art. 49 e 50 d.p.r. n. 917/86 (redditi di lavoro autonomo) e la più recente legge 14 febbraio 2003, n. 30 (la Riforma del Lavoro la cosiddetta Legge Biagi) con l'emanazione del Decreto legislativo n. 276.

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