Domande frequenti

03. In quali casi per lo psicologo è necessario aprire la partita I.V.A.?
Ultimo aggiornamento 4 anni fa

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Se si svolge l'attività di psicologo come dipendente privato o pubblico non è si è tenuti ad avere una partita I.V.A. ma se, oltre ad essere dipendente, si esercita la professione privatamente si è obbligati ad averla. In qualità di libero professionista sempre e in ogni caso lo psicologo è tenuto all'apertura della partita I.V.A. Questo perché il lavoro libero professionale, essendo definito dalla legge come 'lavoro autonomo', è individuato da tre caratteristiche:
1. Autonomia
2. Natura non imprenditoriale
3. Abitualità e professionalità
Per autonomia s'intende lo svolgimento della propria attività nell'assenza di qualsiasi vincolo di subordinazione nei confronti del committente, utilizzando una propria organizzazione di lavoro indipendente ed estranea da quella di quest'ultimo; decidendo i tempi, le modalità e i mezzi necessari per il compimento dell'opera. Per natura non imprenditoriale si fa riferimento alle norme che espressamente definiscono le attività come di lavoro autonomo (es. professioni svolte dagli iscritti in albi professionali - art. 2229 c.c.). Il requisito dell'abitualità e professionalità si concretizza quando il soggetto pone in essere atti e comportamenti coordinati fra loro, con regolarità e sistematicità, finalizzati verso uno scopo prefissato. Non è necessario che l'attività di lavoro autonomo sia l'occupazione principale del soggetto; è sufficiente che sia esercitata con abitualità.
Dall'analisi di queste tre caratteristiche lo Stato presume che il libero professionista iscritto ad un albo professionale che esercita la professione, l'eserciti in maniera abituale, cioé non in modo occasionale, e quindi sia soggetto all'apertura della partita I.V.A.
In ultimo si può ricordare che l'attività è svolta in maniera occasionale vale a dire saltuariamente, se non rientra nell'esercizio della professione. Considerando l'esposizione sul lavoro libero professionale, si deve dedurre che l'attività dello psicologo (soprattutto quella svolta in ambito clinico e in psicoterapia) non può essere di natura occasionale.

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